Dopo la manifestazione dell'8 maggio scorso, gli eventi che si sono succeduti sulla questione dell'apertura della discarica nelle cave di Chiaiano sono stati molti.
Purtroppo non si può dire che si sia andati avanti in modo lineare e trasparente; la stampa ed i mass media perseverano nella loro campagna di disinformazione, tralasciando quei tanti particolari che renderebbero giustizia alla nostra protesta, che si è sempre contraddistista per la civiltà manifestata fin dal primo giorno.
Cercheremo di fare una breve cronistoria degli ultimi avvenimenti, scusandoci in anticipo se qualche evento verrà trattato con velocità, ma purtroppo i giorni sono stai tanti ed intensi, per cui questo blog non è stato aggiornato adeguatamente.
Lunedì 12 maggio da piazza Dante è partita in mattinata una manifestazione per dire no alla discarica e che ha dato l’assedio al consiglio comunale: una partecipazione numerosa-almeno millecinquecento persone- non solo di chi da giorni presidia Chiaiano, Marano, Mugnano e Calvizzano ma anche dei tanti gruppi organizzati, solidali con la lotta, che in questi giorni hanno in varie forme portato il loro contributo.
Il consiglio si è concluso dopo ben 7 ore, e l'esito è stato quello di vedere la Jervolino fare un timido passo indietro, vista la volontà quasi del tutto unanime dei membri del consiglio comunale, ad opporsi alla realizzazione della mega discarica, e per tanto si è impagnata a chiedere a De Gennaro la ricerca di siti alternativi a quello di Chiaiano.
Purtroppo però la maggior parte della popolazione ha frainteso questo finto indietreggiare della Jervolino, per cui se da un lato si è erroneamente gridato alla vittoria (ma vittoria di cosa?!), e abbassato alquanto la guardia da parte della popolazione, dall'altro il governo che si apprestava a giurare, e a riunirsi a Napoli, procedeva verso una linea dura ed intransigente.
I blocchi ed i presidi sono rimasti, e chi non si è lasciato ingannare dalla situazione è rimasto in piazza, in attesa della venuta del Presidente Berlusconi, e forse ancora una volta c'è stato chi per un momento ha sperato che qualcosa cambiasse in senso positivo; ma così non è stato:
Il giorno 21 maggio si è così svolto a Napoli il primo CDM, e all'ordine del giorno 3 sono stati i punti:
emergenza rifiuti a Napoli
pacchetto siurezza
manovre economiche
Per l'emergenza rifiuti a Napoli, Guido Bertolaso, attuale capo del Dipartimento della Protezione civile, è stato nominato sottosegretario. Avrà pieni poteri per gestire la crisi dei rifiuti. Si è trattato di una delega pesante e di alto valore simbolico per una città, quella di Napoli, alle prese da tempo con il problema dell'immondizia.Il Cdm ha poi varato un secondo decreto che dispone un articolato piano di intervento per fronteggiare l'emergenza. Il provvedimento riguarderebbe anche l'individuazione dei siti presso i quali è prevista l'apertura di nuove discariche, in primis quella di Chiaiano.
Ma il decreto fa di più:
Stabilisce che nella discarica verranno depositate: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose, ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose, fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose, altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose.
Viene inoltrestabilito che ogni sito adibito a discarica diventi zona militare.
Predispone l'arresto per chiunque manifestando, ostacoli la realizzazione di suddetti siti.
Napolitano non finisce nemmeno di apporre la firma sul decreto che il 24maggio alle ore 18 arriva nella zona del presidio un'ingente massa di polizia, e finanzieri in assetto da guerra, con tanto di manganelli, pronti a scagliarsi violentemente su una folle inerme costituita soprattutto da donne e persone anziane.
La polizia ha attaccato a sorpresa, quando nessuno se lo sarebbe immaginato, visto che il decreo non era ancora stato reso noto, ma sarebbe stato pubblicato all'indomani.
Ci sono stati arresti e feriti, molto panico, e tanta disperazione da parte di chi ha visto in un attimo vanificato ogni margine di trattativa e dialogo con le "istituzioni"...quelle istituzioni hanno caricato ed hanno picchiato violentemente.
Anche un giornalista di rai3 è stato picchiato selvaggiamente da un poliziotto, e un ragazzo è stato fatto precipitare giù da un muro alto all'incorca 5 metri.
Ci sono testimoni, che preferiscono rimanere anonimi.
Le cariche ci sono stete sia venerdì 24 che sabato 25.
Il 25 è stato il giorno del dialogo; si è aperto infatti un tavolo di trattative tra i rappresentati politici della zona, e Bertolaso.
Il risultato è stato quello di passare ai carotaggi, per cui noi popolazione, testimoniando ancora una volta che non siamo contro le istituzioni, come vorrebbero far credere, ma che vogliamo solo che si agisca in piena legalità e trasparenza, abbiamo accolto senza alcun problema la possibilità di far entrare i tecnici nella cava, per verificare la reale idoneità del sito, e far luce su una questione che tende ad essere sempre più confusionaria.
Martedì 27 maggio sono così iniziate le verifiche tecniche, che dovrebbero durare 20 giorni circa.
Le barricate sono state rimosse senza alcun problema ed al loro posto sono sorti gazebo ed un palco, per attendere pacificamente ed in un clima di maggiore distensione i risultati.
Peccato però che a far terminare questa pace ci abbiano pensato alcune persone, in primis il presidente Berlusconi, il quale, inspiegabilmente, e senza grosse cognizioni di causa, venerdì sera ha dichiara che la cava di Chiaiano è un sito idoneo, e che la discarica si farà senza mezzi termini.
Queste dichiarazioni pervenute dopo appena 4 giorni di rilievi hanno creato tensione e panico tra la popolazione che si è riversata in strada, convintissima che tutto sia ancora una volta l'ennesima presa in giro da parte del Governo.
Ci siamo chiesti cosa abbia spinto un presidente del consiglio a fare queste dichiarazioni, alla vigilia di un'imponente manifestazione: quella del 1 giugno, e in un clima più disteso, grazie alla speranza delle trattative che si erano aperte.
Questo non ci è dato di saperlo, ma sicuramente il clima di tensione che si è nuovamente instaurato non è stato voluto nè dalla popolazione, nè da quei clan così strumentalizzati ultimamente, su cui si vuol far ridere la "colpa" dei blocchi e delle proteste.
Arriva il 1 giugno: giorno della manifestazione che ha visto sfilare oltre 10mila persone, venute da tutta Italia.
Tutti insieme per dire "no alla discarica", ognuno con la propria idea, ciascuno con la voglia di poter fare qualcosa di buono contro le idee assurde di chi ci governa; perchè quando si dice "no alla discarica", non si adotta la politica del nimby (= non nel mio cortile), ma si propongono soluzioni alternative, si cerca di creare le condizioni sia per uscire dalla crisi, sia per risolvere la questione una volta e per tutte, ma per tanto tempo non siamo stati ascoltati.
E nel frattempo la magistratura napoletana si è mossa: arresti ed avvisi di garanzia, compreso il prefetto Pansa, forse fanno ben sperare, e forse fanno capire che la nostra protesta non è così folle, la nostra totale mancanza di fiducia in chi ci governa non è senza senso.
mercoledì 4 giugno 2008
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