mercoledì 4 giugno 2008

E' da troppi giorni che si sta tentando di accomunare la nostra protesta alla camorra; lo si è fatto fin dai primissimi giorni, facendo passare l'immagine dei manifestanti, come marionette nelle mani della deliquenza, lo si continua a fare oggi, a distanza di un mese, adducendo come motivazione, che dietro la nostra lotta si celino gli interessi della camorra che vorrebbe costruire una serie di case proprio nell'area del parco delle colline, con estensione nel territorio di Marano, oltre che di quello di Chiaiano.
Ebbene, il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, afferma:
"Vedo che i mass-media rilanciano la vicenda relativa ad una lottizzazione che, in base al Piano regolatore vigente, ricade in un'area nelle adiacenze della zona delle cave e per la quale il Comune non ha mai rilasciato alcuna concessione, peraltro esponendosi al rischio del commissariamento ad acta per le procedure in materia edilizia - spiega Perrotta - Per quanto mi riguarda ho ripetutamente sottolineato che, se si teme ciò, ci si può rivolgere a Regione e Ente Parco affinché estendano il vincolo del Parco anche al territorio di Marano in modo che sgomberiamo definitivamente il campo da equivoci e strumentalizzazioni.
Ho sempre sostenuto - conclude Perrotta - che se, in una specie di gioco della torre, mi si pone la scelta tra una discarica e nuove case è ovvio che scelgo le case. Ma se ciò deve prestarsi a mascherare altri e ben più gravi interessi che evidentemente gravano sulla scelta di realizzare una discarica a Chiaiano, beh, sgomberiamo il campo da equivoci e poniamo vincoli di inedificabilità nella zona, così tutti dovranno giocare a carte scoperte".

Questo fugherebbe gran parte dei dubbi, se non fosse per il coro di chi continua a sostenere questa tesi.
Tra queste persone si schiera, purtroppo, il parroco Don Luigi Merola, distintosi per aver combattuto contro la camorra del quartiere Forcella, costretto per questo a vivere sotto scorta. Le sue dichiarazioni sono state accolte con molta delusione da parte dei suoi fedeli, i quali non si aspettavano di essere associati alla camorra proprio da lui.
Sono molti i fedeli che adesso si sentono disorientati, che si sentono abbandonati anche da un esponente della Chiesa, e che non capiscono perchè abbia parlato in questi termini, proprio lui che conosce la zona, conosce la densità di popolazione e sa quante persone rischierebbero la propria salute se la mega discarica venisse aperta.
A chi sta cercando di avere un contatto con lui, per avere delle spiegazioni, padre Luigi si nega, anche se non si nega in trasmissioni come "Uno Mattina" di stamani, in cui con toni più pacati rispetto a quello dei giorni scorsi, ha ribadito la necesittà di creare la mega discarica per 2 importanti motivi:
1) evitare di far costruire le case.( ma su questo il sindaco è stato chiaro)
2) uscire così dfall'emergenza, ( ma a questo punto vorremo chiedere a lui, come a quanti parlano in questi termini, se conoscono i tempi tecnici di allestimento di una discarica, forse no, viste le loro parole.
Per allestire una discarica che sia minimamente sicura occorrono circa 3 mesi, e si tratta della cava di Chiaiano, i mesi dovrebbero essere molti di più, visto che si paventerebbero lavori di messa in sicurezza di pareti tufacee, soggette per tanto a frana, e di estrema impermeabilizzazione del fondo.
A fronte di questi tempi così lunghi, chiediamo al parroco e a chiunque si sia espresso in maniera così superficiale, quanto dovrà ancora durare questa emergenza (oltre i noti 15 anni), e se con il caldo, oramai scoppiato, i rifiuti in strada possano attendere l'allestimento della Discarica a Chiaiano, per essere portati via.
Forse, nel caso di padre Luigi, essendosi trasferito a Roma, è probabile che non abbia ben inteso la reale situazione.

Nessun commento: